L'Istituto di Formazione delle Trasmissioni
Caserma "Generale Giuseppe Perotti"
Autore: Giancarlo Forino

Nel 25° anniversario della consegna della Bandiera di Guerra all’Arma delle Trasmissioni.
Il 5 giugno 1999 si teneva la cerimonia per la consegna della Bandiera di Guerra all’Arma delle Trasmissioni, divenuta tale il 1° gennaio dell’anno precedente in virtù della Legge 490/97: fu l’atto che sancì definitivamente la scissione delle Trasmissioni dall’Arma madre del Genio.
Le Origini
Erano passati 136 anni da quando, nel 1863, il Maggior Generale Cesare Ricotti-Magnani, Direttore Generale delle Armi Speciali, impiegò per la prima volta una compagnia di zappatori del Genio per realizzare delle linee telegrafiche campali.
Dopo l’8 settembre 1943 il rinnovato Esercito iniziò la sua vita replicando l’organizzazione alleata e si costituì a Nocera Inferiore, il 19 settembre 1944, la prima Scuola Autonoma Collegamenti r.t.; il seme della futura scissione era stato piantato!
Infatti, il successo dell’Operazione Avalanche, con lo sbarco alleato a Salerno, la successiva lunga permanenza anglostatunitense nel sud della penisola e l’entrata in vigore delle stringenti norme armistiziali decisero la prima grande riorganizzazione della Forza Armata del post Ventennio.
Al di là dell’immediato effetto della “cobelligeranza”, fu giocoforza riordinare il nostro nuovo Esercito sul modello di quelli alleati ed ecco quindi, fra i vari provvedimenti, farsi strada la necessità di istituire reparti indipendenti da destinare alla delicata gestione dei collegamenti, che gli assetti operativi alleati dell’epoca prevedevano già essere a sé stanti.
Il conflitto in atto, con il diradarsi dell’area della battaglia e con la presenza contemporanea di più fronti nello scacchiere, aveva già messo in tutta evidenza l’importanza di poter avere collegamenti efficienti, necessari ai Comandanti per ordinare e seguire le manovre.
Con questi presupposti il 19 agosto del 1944 un ordine dell’Ufficio Addestramento dello Stato Maggiore del Regio Esercito sanciva la costituzione di una Scuola Collegamenti Italiana per l’addestramento del personale delle varie Armi addetto alle telecomunicazioni destinandovi personale dell’Arma del Genio, da formare preventivamente presso la Scuola Collegamenti Inglese di Nola; quest’ultimo Ente era stato costituito per istruire le truppe alleate e quelle dell’Esercito Italiano dell’Italia Liberata, nell’ambito dell’amalgama per la l’approntamento del 1° Raggruppamento Motorizzato.
Dal Diario Storico del bimestre settembre-ottobre 1944 del Comando Genio, sotto la data del 1° settembre, si rileva la notizia che viene costituita a Nocera Inferiore … la Scuola Autonoma Italiana Collegamenti r.t.
L’inserimento del termine “autonoma” nel nome del reparto lasciò subito intendere che da lì a poco questo provvedimento avrebbe avviato il lungo iter per la scissione delle Trasmissioni dall’Arma madre del Genio che terminerà, di fatto, solo il 1° giugno 1953 con il cambio di denominazione da “genio collegamenti” in “trasmissioni”. Tuttavia, sul piano giuridico, per la definitiva nascita dell’Arma, bisognerà attendere ancora 45 anni.
Terminato il conflitto, dopo un breve periodo passato alle dirette dipendenze del Centro di Addestramento delle Forze Italiane da Combattimento, nei pressi di Bracciano, la Scuola si trasferisce alla Cecchignola il 1° gennaio 1946, dove si trova tuttora, assumendo la denominazione di Scuola Genio Collegamenti e, dal 1953, di Scuola Trasmissioni.
Le successive vicende si intrecciano con la storia dell’Arma che, grazie alla legge 490/97 viene finalmente riconosciuta come tale dal 1° gennaio 1998, formalizzandone anche sul piano giuridico la completa autonomia, che di fatto era stata già raggiunta da tempo.
In virtù di quest’ultima legge il Capo dello Stato concede nel 1998 la Bandiera di Guerra all’Arma delle Trasmissioni che il 5 giugno 1999 il Generale Carosella, in quel momento Vice Ispettore per l’Arma delle Trasmissioni e Comandante della Scuola, riceve durante una solenne cerimonia alla presenza delle Bandiere di Guerra delle Armi di Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasporti e Materiali, della Bandiera del Corpo di Sanità e della Bandiera di Istituto del Centro di Addestramento e Sperimentazione di Artiglieria Controaerea; Madrina del Vessillo è la dottoressa Ilaria Diana Paresce, pronipote dello scienziato Guglielmo Marconi, che durante la Festa dell’Arma del 2023 ha appuntato, insieme al capo di SME, Generale Pietro Serino, una seconda Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito sul sacro Drappo, dopo la prima concessa nel 1993 per i meriti di tutti i Trasmettitori.
Dal 1° giugno 1953, con il cambio di denominazione da “genio collegamenti” in “trasmissioni”, l’Arma aveva assunto una struttura autonoma rispetto a quella del Genio, mai formalizzata sul piano giuridico fino al 1997.
Chi ha vissuto quel periodo, di fatto, ricorderà che nei gruppi firma dei vari documenti, dopo il grado e prima del nome e cognome, si apponeva l’abbreviazione g.(t) ovverosia “trasmissioni, specialità del genio”.
E così, come avvenuto anche per i Vigili del Fuoco e per l’Aeronautica Militare, solo per citare i più illustri esempi, anche le Trasmissioni raggiunsero la piena autonomia dai ranghi dell’Arma madre del Genio.
Tuttavia, la cerimonia del 1999 creò un caso forse unico!
Fino al 1953 le Scuole Genio Pionieri e Genio Collegamenti detenevano, a turno ad anni alterni, la Bandiera di Guerra dell’Arma del Genio, concessa dal re Vittorio Emanuele III l’antivigilia di Natale del 1900, insieme a quella dell’Arma di Artiglieria. Ma, con il disposto del 1° giugno 1953, con cui si sancì il cambio di denominazione, cessò tale consuetudine e il Vessillo fu custodito definitivamente solo dalla Scuola del Genio.
Nacque quindi, l’esigenza di dotare di una propria Bandiera la Scuola Trasmissioni e si provvide nel 1956 con la concessione di un Vessillo d’Istituto in occasione della designazione di San Gabriele Arcangelo, già protettore delle telecomunicazioni dal 1° aprile 1951, quale Patrono delle Trasmissioni in sostituzione di Santa Barbara, patrona del Genio.
Ricevette la Bandiera il Col. Gennaro Ferorelli, Comandante della Scuola Trasmissioni pro tempore.
Durante la Festa dell’Arma del 1993, per la ricorrenza del quarantesimo anniversario del cambio di denominazione, la Bandiera venne decorata con una Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito per i meriti dei trasmettitori e per la prontezza operativa delle sue unità, [che] hanno contribuito sostanzialmente all’efficacia degli interventi operativi e al prestigio dell’Esercito Italiano, come conclude la motivazione. L’onorificenza venne appuntata al Vessillo dal Generale Goffredo Canino, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.
Successivamente, come accennato, con la legge 490 del 1997 le Trasmissioni assursero finalmente al rango di Arma dell’Esercito, con decorrenza 1° gennaio 1998, e il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, concesse la Bandiera di Guerra con proprio decreto del 30 giugno 1998, su proposta del Ministro della Difesa On. Beniamino Andreatta.
Il 5 giugno dell’anno seguente la Caserma Generale Giuseppe Perotti della Cecchignola ospitò l’evento conclusivo dell’avvenuta autonomia dell’Arma delle Trasmissioni e la sintesi della cerimonia è riportata nella Relazione per l’Ufficio Storico in cui si legge:
Alle ore 10.00 del giorno 5 giugno 1999, al termine dello schieramento dei reparti, costituiti da 3 battaglioni di formazione articolati su 10 compagnie, e dell’inserimento nei ranghi delle Bandiere di Guerra dell’Arma di Fanteria, dell’Arma di Cavalleria, dell’Arma di Artiglieria, dell’Arma del Genio, dell’Arma Trasporti e Materiali, della Bandiera del Corpo di Sanità e della Bandiera di Istituto del Centro di Addestramento e Sperimentazione di Artiglieria Contro Aerea, ha avuto inizio la Cerimonia di consegna della Bandiera di Guerra all’Arma delle Trasmissioni:
dopo un breve cenno sulla valenza della cerimonia da parte dello speaker la la Sig.ra Ilaria DIANA PARESCE, pronipote dello scienziato Guglielmo MARCONI e Madrina della Bandiera, ha consegnato la Bandiera all’Alfiere; è seguita la benedizione del Vessillo da parte del Cappellano della Scuola d. Emilio DI MUCCIO, che ha recitato la formula prevista per la circostanza. Successivamente, il Sottosegretario alla Difesa, On. Paolo GUERRINI, presente alla Cerimonia a nome del Governo, ha preso dalle mani dell’Alfiere e consegnato al Comandante della Scuola la nuova Bandiera. A questo punto il Comandante dello schieramento, Col. Maurizio LEONI ha fatto rendere gli Onori delle armi mentre il Generale CAROSELLA, seguendo il Cerimoniale, ha prestato il Giuramento di fedeltà al nuovo Vessillo, suggellato da un simbolico lancio di colombi viaggiatori che, utilizzati ancora come mezzo di comunicazione fino all’ultimo conflitto mondiale, testimoniano le antiche radici dell’Arma.
Quale ultimo atto della cerimonia di consegna della Bandiera, il Comandante ha reso nelle mani dell’Alfiere il Vessillo impartendogli l’ordine di custodirLo a costo di ogni sacrificio.
Oltre all’On. Paolo Guerrini, al Capo di SME Gen. Francesco Cervoni, alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Sottotenente Giuseppe Maras, furono presenti tutti i Vertici delle Armi dell’Esercito e molte Autorità militari.
Fin dal precedente mese di aprile del 1999 l’Ufficio Storico dello SME aveva diramato le norme relative alla nuova Bandiera, ma soprattutto ordinò il versamento al Sacrario del Vessillo d’Istituto, non potendo la Scuola detenere due Bandiere.
Negli anni seguenti varianti ordinative hanno operato profonde modifiche alla struttura dell’Ente addestrativo, che oggi – a modo di vedere dello scrivente – potrebbe trovarsi nelle condizioni di riprendere la Bandiera che gli appartenne se venisse ufficializzato che quella dell’Arma è custodita dal Comandante del Comando Trasmissioni (così come proposto alle Superiori Autorità ad ottobre del 2022).
Questa tesi deriva fondamentalmente da tre considerazioni: il decreto presidenziale del 1998 che recita “È concessa la Bandiera di Guerra all’Arma delle Trasmissioni che ne custodirà il vessillo”, sottende implicitamente che è il Vertice ad avere questo onore-onere!
Il Comando Trasmissioni, di rango Grande Unità Elementare, è monoarma e potrebbe ottenere l’autorizzazione per ottenere tale privilegio, sulla falsariga di quanto vige per l’Arma Trasporti e Materiali.
La terza e ultima considerazione discende dal legame esistente fra ogni Bandiera e l’Araldica del reparto a cui appartiene, che hanno sempre una corrispondenza biunivoca. Tale relazione è al momento disattesa sia per la Bandiera di Guerra dell’Arma sia per l’araldica della Scuola delle Trasmissioni e Informatica, che non hanno alcun legame reciproco.
Oggi che il Comando Trasmissioni riassume in sé tutte le sue componenti, compresa quella formativa, si potrebbe trovare nelle condizioni di eliminare questa discrasia con un provvedimento teso a formalizzare la responsabilità della custodia della Bandiera dell’Arma, che verrebbe così legata all’araldica del Comando stesso, sanando l’aspetto della biunivoca dipendenza fra i due elementi. Nel contempo, si aprirebbe la possibilità per la Scuola delle Trasmissioni e Informatica di riprendersi il precedente Vessillo, ripristinando il legame con la sua araldica.
Comunque vadano le cose, l’Arma delle Trasmissioni si trova oggi al centro di inusitati sviluppi tecnologici che la vedono in primissimo piano nel fornire il suo insostituibile apporto alla Forza Armata per cui, a 25 anni dall’essere diventata ARMA, giunga l’augurio più sincero a tutti coloro che portano le mostrine azzurro elettrico con bordo cremisi, congiuntamente con i colleghi che si occupano di guerra elettronica.