Guido Cortan
Geniere Medaglia d'Argento al Valor Militare (alla Memoria)
Autore: Da una ricerca storica di Giuseppe Munno

Diego Pietro Gortan nasce ad Ovaro (UD) il 21 gennaio 1918. Figlio di Pietro Giacomo e Maria Fiorencis cresce nella frazione di Luincis, dove vive con i genitori. Il suo ciclo di studi si ferma alla prima ginnasio. Bravo sciatore. Suona il basso. Esercita il mestiere di segantino, oggi diremmo boscaiolo, ma il segantino, oltre a tagliare alberi per farne legna da ardere era in grado di produrre profilati, tavole, murali per le lavorazioni e realizzazioni di manufatti di legno.
Soldato di leva con la classe 1918, viene chiamato alle armi il 31 marzo 1939 e assegnato all’11° reggimento Genio in Udine. Trattenuto in servizio, il 10 giugno 1940 viene trasferito alla seconda compagnia artieri del 7° battaglione XI Corpo d’Armata, mobilitato. Il 6 aprile 1941 è in territorio dichiarato in istato di guerra. Il teatro in cui opera il reparto è quello dell’attuale Slovenia, a Rovte, nei pressi di Longatico (Logatec). E nella zona di Ceste di Longatico ha luogo l’evento fatale per il geniere Gortan ed altri commilitoni.
L’11 giugno 1942 un gruppo di militari a bordo di un autocarro pesante Isotta Fraschini blindato e un autocarro Bianchi Mediolanum era partito da Rovte per Longatico, per espletare il servizio postale ed effettuare la spesa viveri settimanale. Alle 17,25 il convoglio ripartiva per Rovte, dopo aver telefonicamente avvisato di ciò il comando Presidio. Giunto in località Lozic, dove la strada corre a mezza costa, il convoglio venne investito da raffiche di mitragliatrici e fucileria.
Pur colpito a morte, il conduttore del blindato riuscì a tenere in carreggiata il mezzo, evitando che scivolasse nella scarpata a sinistra della strada e facendolo fermare a ridosso di una delle postazioni con mitragliatrice nemica, chiudendo il campo di tiro. Il secondo automezzo si fermò di traverso sulla carreggiata.
I primi a cadere furono gli ufficiali capo macchina. Il sergente maggiore Tullio Fabbro, rimasto il più alto in grado assunse il comando, ordinando a tutti di scendere dagli autocarri, di correre al riparo e rispondere al fuoco.
Un sottufficiale e tre genieri tentarono una sortita per raggiungere il presidio e chiedere rinforzi e aiuto. Due genieri caddero, ma il sergente e l’altro geniere riuscirono a sganciarsi.
In attesa degli aiuti, il drappello dei sopravvissuti continuò a difendersi e resistere fino alle 19,00, quando giunsero i rinforzi che misero in fuga il nemico.
Il genere Gortan, ferito gravemente ad una spalla all’inizio dello scontro, ebbe la forza di continuare a combattere con l’arma in dotazione, malgrado una nuova ferita. Colpito al fine alla testa, cadde.
Nell’agguato perirono due ufficiali e 5 militari di truppa; altri 7 riportarono ferite.
Il rapporto scritto dal sergente maggiore Tullio Fabbro, valse la concessione della medaglia d’Argento al Valor Militare al geniere Diego Gortan, con la seguente motivazione:
“In combattimento contro soverchianti forze nemiche, che avevano aggredito e accerchiato due automezzi, pur rimasto subito ferito dalle prime scariche avversarie saltava dall’autocarro ed appostatosi ai margini della strada, rispondeva decisamente al fuoco nemico col proprio moschetto. Ferito una seconda volta incurante del dolore, continuava a sparare con serenità e sprezzo del pericolo, finché ancora mortalmente ferito, cadeva da prode”.-
Rotabile Longatico – Rovte – zona di Ceste – Balcania – 11.6.1942.-
La sezione ANGET di Villa Santina è intitolata al geniere Diego Gortan, Medaglia d’Argento al Valor Militare (alla memoria).