Paolo Caccia Dominioni
Biografia del creatore del Sacrario Militare di Alamein, con incursioni nel suo studio e archivio personale.
Autore: Carlo Mittoni

Paolo Caccia Dominioni (Nerviano, 14 maggio 1896 – Roma, 12 agosto 1992).
Mente poliedrica, poliglotta, ricco di sensibilità artistica, capace di esprimersi in modo inimitabile scrivendo e disegnando, ingegnere, architetto, scrittore ed artista oltre che soldato, ha costituito, con la sua vita avventurosa e multiforme, un continuo esempio ed un concreto insegnamento. Così si esprimeva di lui il Gen. Gualtiero STEFANON nel ricordare la figura di quest'uomo, capace di far sentire a tutti la forza del suo esempio ed il valore di quell'insegnamento.
Quando l'ITALIA dichiarò guerra all'AUSTRIA-UNGHERIA (24 Maggio 1915), Paolo era un diciannovenne studente di ingegneria in PALERMO, ma aveva già trascorso anni della sua vita in FRANCIA in AUSTRIA-UNGHERIA in FIUME, in TUNISIA ed in EGITTO al seguito del padre, Carlo CACCIA DOMINIONI, Ministro prenipotenziario, Diplomatico di Carriera. Ciò gli consentì, già in gioventù, di evidenziare le diversità esistenti tra gli uomini, tra la loro cultura e civiltà, oltre che imparare le lingue ed i costumi, acquisendo la capacità di intuire e valutare le persone, i fatti, e le situazioni, che man mano esprimeva scrivendo e disegnando in modo reale, ma anche artistico.

Volontario di guerra col fratello Cino allo scoppio delle ostilità, (1^ G. M.), venne lasciato provvisoriamente in SICILIA per la difesa costiera, fu poi inviato a TORINO per frequentare il Corso Allievi Ufficiali di Complemento e, al termine del corso, venne assegnato al 4^ Rgt. g. “Pontieri” di PIACENZA per poi giungere al proprio Reparto (16^ Cp. Pontieri) in zona di Guerra. Promosso Tenente nel febbraio 1917, partecipò al “forzamento” dell'ISONZO presso AIBA ma, in seguito al contrattacco Austriaco, i Pontieri fecero il “miracolo” di mantenere i manufatti in modo da consentire il passaggio dei nostri Reparti in ritirata. Verrà decorato con una M.B.V.M.. Il disegno dei volti di coloro che colà combatterono è rimasto in una riproduzione realizzata poi in memoria degli eredi di quei Reparti. Una ferita costrinse il CACCIA DOMINIONI a ricorrere a cure ospedaliere.
Qui sentì parlare dei Lanciafiamme, nuova arma dell'Esercito, che venne assegnata al Genio e chiese di farvi parte. Durante i combattimenti, il Tenente CACCIA DOMINIONI verrà ferito una seconda volta. Il disastro di CAPORETTO obbligò anche la 2^ Compagnia di “Lanciafiammisti” a ripiegare sino a SAN DONA’ di PIAVE con perdite che superarono il 50% della forza.
Dopo il riordino del Reparto, questo venne nuovamente inviato in linea e precisamente in VALSUGANA, ove il Ten. CACCIA DOMINIONI ritrovò il fratello CINO, Sottotenente del Btg. Alp. “Stelvio”. Ma non molto dopo, CINO cadde al Comando della propria Sezione, fulminato al capo da una fucilata. Poi per i postumi di ferite e congelamenti, anche Paolo venne trasferito al 9° Rgt. Genio in TRIPOLI e diviene Comandante di una Cp. Zappatori - Minatori presso il Forte di SIDI ABDEL KRIM, ove rimarrà sino alla fine della Guerra. Il 3 aprile 1919 venne rimpatriato, rientrò in PIACENZA (C/do del Rgt. Pontieri) e venne congedato il 16 febbraio 1920.
In questa esperienza bellica, Paolo ha imparato a conoscere ed a comprendere gli aspetti umani, il soldato, il cittadino in uniforme e le relative incredibili capacità, se ben comandato. Esperienze utilissime per quanto riguarda anche il cantiere di lavoro, ma, poco tempo dopo, l'Esercito avrà ancora bisogno di lui. Nel dicembre 1931 il Ten. CACCIA DOMINIONI è stato richiamato e destinato a TRIPOLI per l'esigenza di controllare i confini a Sud della LIBIA ed in particolare, quelli con la NIGERIA.
L'obiettivo è rappresentato dai pozzi dell'Oasi di TUMMO: per definire la “titolarietà” libica su questo luogo, punto di incrocio di carovaniere, fondamentale anche se distante 1000 km da TRIPOLI. il CACCIA DOMINIONI partecipa a questa spedizione: 3 mesi ricchi di esperienze e approfondimenti. Concluso il lavoro, la “pattuglia Sahariana” torna a TRIPOLI.
Il CACCIA DOMINIONI si congeda. Viene promosso Capitano a scelta. Si reca a BEIRUT per controllare i lavori progettati dal suo studio del CAIRO, eseguiti da amici professionisti stranieri.
Il 25 marzo 1935 viene richiamato in servizio ad ASMARA, ed è assegnato prima all'Ufficio Lavori e poi alla II Divisione Eritrea. Qui conosce gli Ascari, meravigliosi e fedeli soldati di colore, che vengono studiati, capiti e di disegnati dal Capitano CACCIA DOMINIONI. Ma il lavoro principale è quello di predisporre “l'operazione” che segnerà la conquista dell'ETIOPIA e la proclamazione dell'Impero. È necessario conoscere l'atteggiamento dei due Paesi Europei con colonie nelle regioni: l'Inghilterra e la Francia, prima di dare l'avvio alle ostilità. Il CACCIA DOMINIONI si reca nel suo Ufficio del CAIRO e, mentre lavora ai disegni delle dighe sul Nilo Bianco e sul Nilo Azzurro, viene a sapere che gli Inglesi hanno iniziato a costruire un nuovo aeroporto a 250 km da KHARTUM (un'ora di volo dall' ETIOPIA) e sono arrivati smontati 18 nuovi aerei da bombardamento; riceve anche notizie di trasporto di truppe e materiali verso il confine tra SUDAN ed ERITREA.
La rete di spionaggio sottolinea l'intenzione inglese di proteggere l'ETIOPIA. Il Capitano CACCIA DOMINIONI torna in ITALIA il 13 ottobre e riceve un “Encomio Solenne” per i compiti svolti, ma, il 12 gennaio 1936 è di nuovo in AFRICA: lo attende l'azione della “Pattuglia ASTRALE”. La 1^ missione è con la colonia GASTOMELLI (12 marzo) ed il 14 marzo è sull'obiettivo (90 km in territorio vario). La 2^ missione è con la colonna STARACE (20 marzo) cui la pattuglia deve fare da guida su un terreno aspro, montuoso, con temperature alte di giorno e basse di notte, e con il contrasto nemico. Quì il CACCIA DOMINIONI viene incaricato di realizzare una strada per far avanzare i mezzi ruotati, vi riesce in 10 giorni ed apre 275 Km di pista e strada. Il 23/4, il C/do Eritrea ordina lo scioglimento dalla pattuglia “Australe” ma non congeda il Capitano CACCIA DOMINIONI, cui viene affidato un altro compito in SUDAN. Il 9 maggio termina la campagna di ETIOPIA. Il 31 luglio 1936 il CACCIA DOMINIONI viene congedato dopo essere stato decorato con la Croce di Guerra al Valor Militare.
Molti sono stati i lati negativi degli ITALIANI impiegati in questa campagna, arrivismo, opportunismo politico, corsa alle decorazioni facili, al protagonismo, ecc.. ma vi è stata anche l'occasione per conoscere meglio le meravigliose Truppe Coloniali Eritree ed i loro impareggiabili Ufficiali Nazionali; produrrà i disegni di questo mondo fantastico ed irripetibile (il Regio Corpo Truppe Coloniali) cogliendo gli aspetti umani semplici insieme con momenti solenni ed epici. L'anno 1939 vide accendersi in Europa il 2° Conflitto Mondiale che, coinvolgendo tutti i Continenti, si concluse con l'avvento dell'era atomica e nucleare. L'ITALIA vi partecipò in maniera drammatica durante un periodo di 5 anni che può esser ripartito in due periodi. Il primo va dal 10 giugno 1940 al 8 settembre 1943 (armistizio). Fu caratterizzato dai combattimenti contro la FRANCIA, la JUGOSLAVIA, la GRECIA, contro la GRAN BRETAGNA, in AFRICA ORIENTALE E SETTENTRIONALE, contro l'UNIONE SOVIETICA (sul fronte Russo).

Uno sforzo immane che, dopo alcuni successi iniziali, portò a pesanti sconfitte per l’impreparazione e la scadente tecnologia dei materiali e degli armamenti. Il 2^ periodo (9 settembre 1943 - 8 maggio 1945), finito con la resa della GERMANIA, fu il più tragico per il Bel Paese perché non solo vi si fronteggiarono le Armate Tedesche ed Alleate, ma anche l'ITALIA, divisa in due parti, continuò a partecipare alla Guerra in uno scontro frontale degenerato in guerra civile, travolgendo tutto il Popolo Italiano ed in particolare quello “in uniforme”.
Il primo periodo vide il CACCIA DOMINIONI in ANKARA per dirigere i lavori per la costruzione della nuova Ambasciata d'ITALIA in TURCHIA, da lui progettata. L'incarico finì il 27 gennaio 1941 ed il Capitano riprese servizio presso il S.I.M. (Servizio Informazioni Militari), gruppo offensivo. Promosso Maggiore passò al “Servizio Informazioni dell'Esercito”, a 46 anni suonati. Aveva conosciuto molto dei paesi ora in Guerra contro l'ITALIA, in particolare dei Paesi Coloniali. Conosce bene le nostre carenze strategiche. Pur prevedendo l'esito del conflitto, vuol prendervi parte non con l'illusione di una vittoria, ma per senso di dignità. Chiede di essere assegnato alla nuova specialità “Arditi” del Genio Guastatori. Il 24 Marzo 1942 è a BRUNICO, sede del XXX Btg. Guastatori Alpini per la frequenza del Corso.
Il XXX è destinato al fronte Russo. A fine giugno a Paolo arriva il trasferimento in AFRICA SETTENTRIONALE quale Comandante del XXXI Battaglione Guastatori del Genio che aveva perso, in combattimento, il proprio comandante, Maggiore Dante CAPRINI. Il Battaglione, in prima linea dal settembre 1941, aveva partecipato alla Battaglia della MARMARICA e all'offensiva Italo-Tedesca contro TROBUK (26 maggio 1942) ove i Guastatori avevano dimostrato un valore immenso, premiati con la M.O.V.M. per Giovanni LECCIS, e M.A.V.M. per Renato CHIODINI. Qui il Maggiore CACCIA DOMINIONI è l'uomo adatto: porta l'uniforme coloniale (con il cappello Alpino), parla il tedesco, l'inglese e il francese, conosce l'arabo, e principalmente conosce la regione obiettivo dell'Armata Italo-Tedesca: l'EGITTO. Viene ricevuto dal ROMMEL che gli annuncia il suo piano d'attacco.
Questo, da sviluppare in 6 giorni, cessa prima per il contrattacco inglese con i carri armati ed artiglierie a volte efficaci. Il Battaglione Guastatori ha contribuito efficacemente alla difesa nel settore Sud, ma poco può far contro il cedimento del settore Nord: deve ripiegare raggiungendo dopo tre giorni di marcia MARSA MATRUK. CACCIA DOMINIONI invia all’Ispettore dell'Arma del Genio ed allo SME una relazione ufficiale su l'ultima battaglia di EL ALAMEIN con disegni che rendono comprensibile a chiunque quelle vicende gloriose e tragiche che testimoniano il valore del soldato italiano; ricca di insegnamenti a lungo ignorati la relazione ha grande significato per la storia delle nostre genti all'ultimo conflitto mondiale. Il CACCIA DOMINIONI, prima ricoverato all'ospedale Militare di TRIPOLI, venne rimpatriato in ITALIA: verrà decorato di M.A.V.M.. Nessun'altro Battaglione del Corpo d'Armata era riuscito a rientrare dal ripiegamento in assetto organico! Ma la guerra non è finita: i Guastatori, “bruciati” in Russia ed in Africa saranno sempre necessari e richiesti.
In BANNE (TS) viene ricostruita la XXX Compagnia “bis” (Compagnia Guastatori Alpini) con i veterani sopravvissuti (reduci dalla RUSSIA del XXX e del XXXI Battaglione Guastatori e dall’AFRICA). Al Maggiore CACCIA DOMINIONI viene dato l'incarico di trasformare quella Compagnia in Battaglione il nuovo XXXI Guastatori Alpini inquadrato nella III Brigata Alpina, da impiegare contro le bande Partigiane Jugoslave che operano nell'Alto ISONZO. L'armistizio del 8 settembre 1943 segnerà la fine del nuovo XXXI Battaglione.
Il 9 settembre il Maggiore è in viaggio per ROMA (per chiedere allo SM cannoni senza rinculo e mortai per i suoi Guastatori) e precisamente a BOLOGNA ove, alle 2 del mattino la stazione è già occupata dai tedeschi. Sottrattosi alla cattura da parte del nuovo occupatore, raggiunge NERVIANO. Qui viene raggiunto dai diversi soldati del suo nuovo Battaglione (il XXXI) e spiega loro la situazione non c’è più chi da ordini: ognuno è libero di fare ciò che vuole: così una parte aderisce alla proposta di BADOGLIO e una parte va con i Tedeschi; poi si reca ad ERBA ove viene costituito il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) e vi entra col nome SILVA. Fermato successivamente a ROMA, viene picchiato selvaggiamente; poi dichiara ai tedeschi la propria generalità e mostra la Croce di Ferro di seconda classe ricevuta da ROMMEL: viene lasciato libero. Viene poi arrestato dai repubblichini e portato a San Vittore e vi rimane sino al 15 febbraio 1945.
Il 23 marzo 1945 SILVA accetta di divenire Capo di Stato maggiore del Comando Regionale Lombardo del CLN. Per la sua partecipazione alla “resistenza” riceve la Medaglia di Bronzo al Valore della Resistenza.
Il 1^ luglio 1949, l'ingegner Paolo CACCIA DOMINIIONI si reca da ALESANDRIA d’EGITTO a MARSA MATRUH, con un tasca una “carta provvisoria di circolazione per le zone costiere”, valida per quel giorno. Paolo era al CAIRO per riaprire il suo studio. Il Console, vecchio compagno d’Armi, gli aveva ricordato che era il momento di sistemare i Caduti Italiani in EGITTO. In precedenza gli Inglesi avevano arruolato i prigionieri Italiani per riesumare le salme dei tedeschi e degli Italiani.
Il 23 marzo 1945 SILVA accetta di divenire Capo di Stato maggiore del Comando Regionale Lombardo del CLN. Per la sua partecipazione alla “resistenza” riceve la Medaglia di Bronzo al Valore della Resistenza.
Il 1^ luglio 1949, l'ingegner Paolo CACCIA DOMINIIONI si reca da ALESANDRIA d’EGITTO a MARSA MATRUH, con un tasca una “carta provvisoria di circolazione per le zone costiere”, valida per quel giorno. Paolo era al CAIRO per riaprire il suo studio. Il Console, vecchio compagno d’Armi, gli aveva ricordato che era il momento di sistemare i Caduti Italiani in EGITTO. In precedenza gli Inglesi avevano arruolato i prigionieri Italiani per riesumare le salme dei tedeschi e degli Italiani. Si erano accampati ad Est di Q. 33 tra il mare e la Strada Costiera (km 132) con il compito di ricercare le salme ed interrarle in un cimitero da costruire. In passato il gruppo di prigionieri, agli ordini della di 2 Sottufficiali ( Serg. Magg. PELLICOTTA e Serg. PIERANGELI), aveva ricavato un'ampia spianata (40000 mq) poi recintata con filo spinato, divisa in scomparti e completata di canali di drenaggio. In 29 mesi di attività avevano ritrovato quasi 5000 Caduti Italiani e Tedeschi. Il Console aveva scelto Paolo perché conosceva bene quel campo di battaglia per avervi combattuto. Quella fu la prima delle 355 ricognizioni nel deserto, inizio di una nuova fase della sua vita. CACCIA DOMINIONI conosceva perfettamente quella quota. Vi incontra un beduino di nome GOMAZ ABDEL-HAMID ALI, guardiano del luogo, mai pagato dagli Inglesi; aspetta i Tedeschi e gli Italiani. Rispondendo alle domande di DOMINIONI, egli afferma di conoscere la posizione di un altro cimitero accanto al minareto di SIDI ABD EL RAHMAN, con altre 400 sepolture, di cui molte saccheggiate, italo-tedesche. Rientrato al CAIRO, il CACCIA DOMINIONI stende la propria relazione descrivendo ciò che ha visto e tracciando il proprio piano di lavoro per 14 anni:
- salvare le tombe dalla furia delle acque;
- iniziare la raccolta delle salme in tutto il campo di battaglia;
- correggere i nomi sbagliati ed identificare gli Ignoti;
- concentrare a Q. 33 tutti i caduti in EGITTO sepolti in 14 cimiteri, tra il Canale di Suez e la frontiera Libica;
- costruire a Q. 33 una Base Italiana ed un’opera che faccia risaltare il sacrificio Italiano, ignorato da tutti;
- concentrare a Q. 33 tutti i caduti in EGITTO sepolti in 14 cimiteri, tra il Canale di Suez e la frontiera Libica;
- costruire a Q. 33 una Base Italiana ed un’opera che faccia risaltare il sacrificio Italiano, ignorato da tutti;
- ottenere dall'ITALIA i nomi dei Caduti in AFRICA per facilitare le ricerche;
- stabilire la custodia dei cimiteri affidandoli a guardiani responsabili.
Il Magg. CACCIA DOMINIONI può quindi agire, dall'estate 1949, allorquando il Commissariato Generale Onoranze ai Caduti di Guerra crea in EGITTO una propria “Delegazione” costituita dal solo Magg. DOMINIONI, anche se non ci sono soldi e non si dispone di alcun censimento. Ma il Maggiore si rivolge ai suoi vecchi soldati del XXXI, alle famiglie dei Caduti, ai giornali ed arrivano gli aiuti finanziari, gli elenchi e le notizie dei Caduti, informazioni, schizzi topografici, suggerimenti dai veterani e dai Cappellani Militari. Comincia realizzando l'Ufficio e la realizzazione di Q. 33, nonché una serie di edifici tra il cimitero e la litoranea, alcuni depositi, un museo, la base Tedesca ed un cortile d'onore, un basamento di pietra a forma di scafo per il carro M13 sul quale installa la torretta rinvenuta con la targa del carro RE3700.
Si procura una jeep, nomina come aiutante il beduino GOMAZ, impianta un registro delle ricognizioni (partecipanti, itinerari, Km percorsi, località ispezionate, numero e nazionalità delle salme recuperate,) ecc..
Tra settembre 1949 e gennaio 1950 compie 8 ricognizioni, usando una carta personale di ROMMEL mandatagli dalla vedova del Feld Maresciallo, con la dislocazione di Campi Minati. Anche i giornali in Europa, diffondono notizie delle ricerche effettuate dagli Italiani, per cui alle successive ricognizioni partecipano organizzazioni straniere, con parenti amici e commilitoni dei Caduti. Nel 1950 il CACCIA DOMINIONI è a ROMA per la consegna delle Medaglie al Valor Militare concesse al suo ex Battaglione, incontra i reduci: in particolare il Renato CHIODINI, che si offre di “dare una mano”. Porta con se in EGITTO una seconda Jeep.
Il 4 ottobre 1950 il diario recita: “è arrivato CHIODINI con una seconda Jeep: il XXXI è tornato sul “Campo di Battaglia” il deserto vedrà da oggi n. 2 cappelli Alpini ed il Gagliardetto Bianco Rosso del XXXI.
Il dicembre 1950 è dedicato al settore della “Folgore” con il recupero di 12 salme e dei resti del Capitano Costantino RUSPOLI, Comandante dell'11^ Compagnia del 187° Folgore; è stato reso possibile con lo schizzo topografico, realizzato a memoria, dal parà Salvatore FRANZA, portaordini del RUSPOLI.
Il 1951 è l'anno dei settori della divisione “TRENTO e TRIESTE”: la Jeep di CHIODINI e poi del Magg. incappano nelle mine ancora attive sul campo di Battaglia! Il 1952 è dedicato al recupero delle salme riesumate nei cimiteri di guerra tra EL ALAMEN ed il confine Libico: tra queste le salme di LECCIS, M.O.V.M. nell'assalto a TOBRUK.

Nel 1953 (viene ritrovato il cimitero della Brigata Greca, tra reticolati e mine). Da maggio a dicembre vengono traslate a Q. 33, 1900 salme Italo-Tedesche dai cimiteri minori.
La ricognizione n. 220 segna una svolta nella vita del Maggiore: vi partecipano Mons. NANNI, CHIODINI, STANCARI e come ospite, Elena SCIOLETTE, figlia del Comandante SCIOLETTE che partecipò con i mezzi d'assalto all'impresa di MALTA, tragicamente conclusasi il 26 luglio 1941.
Di lì a 5 anni Elena diverrà la moglie del DOMINIONI. Il 4 novembre 1953 la ricognizione n. 231 consente di localizzare 31 salme di Parà della Folgore, la n. 241 altre 4 salme italiane e 2 tedesche.
Alla data del 10 febbraio 1954 venne presentato il riassunto delle attività svolte:
- riordino del cimitero di Q 33, con 6000 targhe di cristallo applicate alle croci, lapidi commemorative ed emblemi delle unità nel cimitero e nel cortile d'onore corrispondenza con oltre mille Enti e famiglie;
- costruzione della base di Q. 33 e suo ampliamento, col cortile d'onore (n.2 monumenti, museo, base tedesca e servizi), nonchè due ossari provvisori e gli alloggi (dei Guardiani).
- N. 241 ricognizioni effettuate e 220000 Km percorsi per il recupero, nel campo di battaglia, di n. 490 salme italiane, 465 tedesche, 208 alleate, 63 ignoti: (totale 1226) oltre che Italiani;
- Il 1954 data una grossa novità: il cimitero di Q. 33 deve essere dismesso e sostituito da un grande Sacrario. L'ing. CACCIA DOMINIONI ha ricevuto il compito di progettare ed eseguire la nuova opera, mentre le ricognizioni continuano con l'identificazione di altre 18 salme italiane (tramite il ritrovamento della bottiglietta con i dati del portatore così come previsto per i Cappellani Militari);
- Nel 1955 viene ampliata la base di Q. 33: viene costruito il cimitero per gli Ascari Libici con una piccola moschea per il locale di culto islamico;
Il 2 dicembre il Magg. CACCIA DOMINIONI riceve la promozione a Tenente Colonnello;
- Nel 1956 viene concretizzato il progetto del nuovo Sacrario: e si inizia a costruire la torre ottagonale olta 30 metri a (Q. 29);
- Si sviluppano orizzontalmente i due Sacrari (Est ed Ovest) e la Galleria semicircolare degli “ignoti”, rivolta a Nord (verso il mare) Cimitero e Moschea per gli “Ascari Libici” sono l'omaggio verso le antiche truppe Coloniali, rispettando l'identità religiosa e spirituale. Infine, la corte d'onore ed i musei a ricordo dell'eroismo delle unità delle specialità più provate e più gloriose, a testimonianza del passato e “insegnamento” per l'avvenire: espressione dell'animo del Ten. Col. DOMINIONI e della tragedia vissuta dal suo Battaglione;
- Si sviluppano orizzontalmente i due Sacrari (Est ed Ovest) e la Galleria semicircolare degli “ignoti”, rivolta a Nord (verso il mare) Cimitero e Moschea per gli “Ascari Libici” sono l'omaggio verso le antiche truppe Coloniali, rispettando l'identità religiosa e spirituale. Infine, la corte d'onore ed i musei a ricordo dell'eroismo delle unità delle specialità più provate e più gloriose, a testimonianza del passato e “insegnamento” per l'avvenire: espressione dell'animo del Ten. Col. DOMINIONI e della tragedia vissuta dal suo Battaglione;
- Nel 1957 il CACCIA DOMINIONI si avvale dell'albo d'oro dei Caduti e di una serie di documenti rinvenuti presso il Ministero della Guerra Britannico;
- Il 31 gennaio 1958 il Ten. Col. viene congedato, ma anche richiamato in servizio a domanda e senza assegni per andare in AUSTRALIA, (MURCHISON) e ivi costruire un Sacrario per ricordare i soldati Italiani colà morti in prigionia;
- Il Sacrario di EL ALAMEIN viene completato e vi è la traslazione di 5346 salme da Q. 33;
- Il 9 Gennaio 1959 il nuovo Sacrario venne inaugurato ufficialmente. Ma prima dell'inaugurazione erano stati rimossi i cannoni e le mitraglie, retaggio del “passato storico”;
- Nel 1959, e nel 1960 continuarono le ricerche sul campo di battaglia: complessivamente a fine anno sono state rinvenute 4863 salme di soldati Italiani: di queste sono state tumulate nel nuovo Sacrario 4852 (le altre sono state rimpatriate). Di esse 2465 hanno il nome, 2349 sono di ignoti per sempre! Le spoglie di altri 1095 soldati Italiani rimangono disperse!
L’anno 1962 vede smobilitazione del XXXI Btg. a Q.33: CHIODINI rimpatria con CACCIA DOMINIONI.
Il Ten. Col. Paolo CACCIA DOMINIONI di SILLAVENGO, compiuto il suo dovere scrive: Q. 33, 20 giugno 1962 ventennale della conquista di TOBRUK: l'asta della Bandiera di Guerra del XXXI Btg., nascosta nella sabbia la notte del 3 Novembre 1942, all'inizio del ripiegamento e ritrovata dopo 5 anni, servita ancora per i rilievi di posizione, ritorna in ITALIA. Prima di partire l'antico Comandante incide sul parete del Sacrario una scritta per i suoi Caduti chiedendo la benedizione di Dio.
È da segnalare che Paolo Caccia Dominioni, che parlava correntemente tedesco, francese, inglese, arabo, continuò la sua attività di progettista e scrittore anche in tarda età fino alla morte, sopraggiunta all'ospedale militare del Celio all'età di 96 anni nel 1992.
Così scrisse di sé stesso: «Paolo Caccia Dominioni, conte e barone, 14º Signore di Sillavengo, è nato a Nerviano, in provincia di Milano, il 14 maggio 1896, figlio di Carlo, Regio Ministro Plenipotenziario, e di Bianca, dei Marchesi Cusani Confalonieri, entrambi milanesi di Milano.»
Conosciuta a El Alamein, sposò Elena Sciolette (Torino 1931 - Milano 2003) all'età di sessantadue anni nel 1958 ed ebbe due figlie, Bianca (1958) e Anna (1963) abitando nelle sue residenze di Savogna d'Isonzo, Leuca e Nerviano.
Nel 2002, in occasione del 60º anniversario della battaglia di El Alamein, il Presidente della Repubblica ha concesso al tenente colonnello Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo la Medaglia d'Oro al Merito dell'Esercito "alla memoria".
Opere letterarie
La fine del Carso, Alessandria d'Egitto, Tipografia A. Procaccia, 1928.
1915-1919 Diario di guerra Mursia, Milani ISBN 978-88-425-3964-3
Basta con questa guerra, Cairo d'Egitto, Stamperia Lencioni, 1931.
Amhara. Chroniques de la Patrouille Astrale, Paris, Plon, 1937.
Resurrezione e ardore di un cantiere in terra lontana. Ankara d'Anatolia, estate 1938-XVI, Milano, Rizzoli, 1938.
Aulìa. Cronaca di cento giorni in missione segreta sul Nilo Bianco ,sul Nilo Azzurro e in Mar Rosso 12 luglio-20 ottobre 1935 - Diario e lettere di Luca Doria capitano nella Seconda Divisione Indigeni d'Eritrea , 1942.
Registro di Bordo, 1944
Takfir. Cronaca dell'ultima battaglia di El Alamein, tratta dal diario storico di un battaglione, Milano, Alfieri, 1948; Milano, Longanesi, 1967; Milano, Mursia, 1994. ISBN 88-425-0425-4. ed Edizioni Mursia ISBN 978-88-425-3751-9
Casa del perduto amore, Il Cairo, H. Urwand & fils, 1951; San Floriano del Collio, Formentini, 1985.
I ragazzi della Folgore, di Alberto Bechi Luserna come Eques, a cura di Dominioni, Milano, Alfieri, 1956; Milano, Longanesi, 1970; Milano, Libreria Militare, 2007. ISBN 88-89660-02-3.
Il Fantasma Onorario 1957; 1971.
Paolo Caccia Dominioni, Alamein 1933-1962, Milano, Longanesi (prima edizione), Longanesi, 1962; 1963; 1966; Milano, Mursia, 1992, ISBN 8842536288.
1915-1919. Cronaca inedita della prima guerra mondiale da documenti vari e dal diario del tenente Sillavengo, Milano, Longanesi, 1965.
Ascari K7, Milano, Longanesi, 1966; Milano, Mursia, 1995. ISBN 978-88-425-3828-8.
Le trecento ore a nord di Qattara. 23 ottobre-6 novembre 1942. Antologia di una battaglia, a cura di, Milano, Longanesi, 1972; Milano, Libreria Militare, 2013. ISBN 978-88-89660-15-7.
Alpino alla macchia. Cronache di latitanza, 1943-1945, Milano, Cavallotti, 1977; Milano, Libreria Militare, 2010. ISBN 88-89660-11-2.
La frana del San Matteo. Saga in Mar Rosso, 1889-1890, Milano, Cavallotti, 1982.
Amhara. Cronache della pattuglia astrale. Omaggio a Paolo Caccia Dominioni, Milano, Libreria Militare, 2006. ISBN 88-89660-01-5.
Il ponte fantasma - Isonzo, maggio 1917, a cura di Ambrogio Viviani, ed. Zeisciu, Magenta, 2018