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Rinvenimento di ordigni bellici inesplosi

Con l'arrivo della bella stagione, molte persone approfittano delle vacanze, delle escursioni e delle scampagnate per riscoprire boschi, montagne, campagne e sentieri spesso poco frequentati. Proprio durante queste attività all'aria aperta può capitare, di imbattersi in un residuato bellico risalente ai conflitti del secolo scorso. Come comportarsi?

Autore: Tommaso Tescione


            

Con l'arrivo della bella stagione, molte persone approfittano delle vacanze, delle escursioni e delle scampagnate per riscoprire boschi, montagne, campagne e sentieri spesso poco frequentati. Proprio durante queste attività all'aria aperta può capitare, di imbattersi in un residuato bellico risalente ai conflitti del secolo scorso. Bombe, granate, proiettili d'artiglieria e altri ordigni inesplosi possono essere rimasti sepolti nel terreno o nascosti dalla vegetazione per decenni, mantenendo ancora oggi una potenziale pericolosità.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, un residuato bellico rinvenuto dopo decenni non deve mai essere considerato innocuo. Gli esplosivi impiegati nelle munizioni militari – come TNT, tritolo, amatolo, pentrite o altri composti ad alto potenziale – possono mantenere inalterate le proprie caratteristiche energetiche per lunghissimo tempo. Anzi, la corrosione dell'involucro metallico, l'alterazione dei dispositivi di innesco e il degrado dei componenti meccanici possono aumentare l'instabilità dell'ordigno, rendendolo estremamente sensibile a urti, vibrazioni, variazioni di temperatura o tentativi di movimentazione.

Particolare attenzione deve essere riservata ai residuati contenenti cariche incendiarie, fumogene o agenti chimici, impiegati soprattutto durante il primo e il secondo conflitto mondiale. Sebbene tali ordigni siano relativamente meno frequenti rispetto alle munizioni convenzionali, la loro eventuale rottura accidentale, resa ancora più probabile dalla ruggine che ha assottigliato l'involucro, può comportare il rilascio di sostanze tossiche, corrosive o irritanti, con conseguenze per la salute delle persone e possibili contaminazioni dell'ambiente circostante. Per questo motivo è essenziale evitare qualsiasi contatto diretto e non tentare mai di aprire, pulire o identificare il manufatto.

            

Ogni presunto ordigno deve essere considerato potenzialmente efficiente fino a quando non venga esaminato e dichiarato sicuro dagli artificieri qualificati del Genio. La prudenza rappresenta quindi la prima e più efficace misura di prevenzione: interrompere immediatamente ogni attività, allontanarsi dalla zona, impedire ad altre persone di avvicinarsi e segnalare tempestivamente il rinvenimento al Numero Unico di Emergenza 112. Saranno le Forze dell'Ordine e gli artificieri dell'Esercito a valutare il rischio e ad adottare le procedure di bonifica previste dalla normativa vigente.

È importante, quindi,  sapere come comportarsi in caso di rinvenimento di un presunto ordigno bellico: mantenere la calma, non toccare né spostare l'oggetto e avvisare immediatamente le Autorità competenti. Conoscere le corrette procedure significa tutelare la propria sicurezza e quella delle persone presenti, consentendo agli artificieri dell'Esercito di intervenire nelle modalità previste.

            

In Italia le procedure per il rinvenimento di un presunto ordigno bellico inesploso sono definite dalle Prefetture, coordinate con il Ministero dell'Interno e il Ministero della Difesa. La messa in sicurezza e il disinnesco sono di competenza degli artificieri del Genio dell'Esercito (oppure di COMSUBIN per ordigni in mare). Vediamo lo schema di comportamento corretto.

Cosa fare immediatamente

Se viene rinvenuto un oggetto che potrebbe essere un ordigno bellico:

  1. Interrompere immediatamente ogni attività nell'area.

  2. Non toccare, non spostare e non manomettere l'oggetto.

  3. Allontanarsi dal punto del ritrovamento, mantenendo una distanza di sicurezza e prendendo accuratamente nota della posizione dell'oggetto eventualmente facendo una fotografia dell'area.

  4. Impedire ad altre persone di avvicinarsi, senza esporsi a rischi.

  5. Avvisare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 (oppure Carabinieri, Polizia di Stato o Polizia Locale, a seconda del servizio disponibile nella zona), indicando:

    • posizione precisa del ritrovamento;

    • tipo di oggetto (se visibile);

    • eventuali rischi presenti.

  6. Attendere le indicazioni delle Forze dell'Ordine, che provvederanno a delimitare l'area e ad attivare la Prefettura per l'intervento degli artificieri dell'Esercito.

Cosa non fare

Le indicazioni ufficiali ribadiscono di:

  • non raccogliere l'ordigno;

  • non pulirlo o scavare attorno ad esso;

  • non colpirlo o sottoporlo a vibrazioni;

  • non tentare di disinnescarlo;

  • non trasportarlo in alcun luogo;

  • non portarlo presso caserme o uffici pubblici.

Anche un ordigno molto deteriorato o arrugginito può conservare la piena capacità esplosiva. Se dall'oggetto fuoriesce fumo perché accidentalmente urtato, potrebbe trattarsi di un ordigno contenente fosforo o gas: occorre allontanarsi ulteriormente ed evitare qualsiasi contatto con il terreno circostante. 

Cosa fanno le Autorità

Dopo la segnalazione:

  • le Forze dell'Ordine mettono in sicurezza l'area;

  • la Prefettura coordina l'intervento;

  • gli artificieri dell'Esercito effettuano il riconoscimento dell'ordigno;

  • se necessario vengono predisposte evacuazioni temporanee e interdizioni al traffico;

  • l'ordigno viene rimosso oppure fatto brillare in sicurezza secondo le procedure operative. (Prefettura)

Cantieri e bonifica preventiva

Nei cantieri, qualora vi sia il rischio di presenza di residuati bellici (ad esempio aree interessate da eventi bellici durante le guerre mondiali), il committente può essere tenuto a eseguire una bonifica bellica sistematica preventiva mediante imprese specializzate iscritte all'albo del Ministero della Difesa, sotto il controllo dell'Amministrazione militare. 

In sintesi, la regola fondamentale è semplice: non toccare, allontanarsi, segnalare immediatamente al 112 e lasciare ogni intervento agli artificieri competenti.