← Torna ai risultati

4 novembre – Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

La memoria della storia, il valore del servizio, l’impegno per il futuro.


            

Il 4 Novembre rappresenta una data fondamentale nella storia nazionale. In questo giorno del 1918 entrò in vigore l’armistizio di Villa Giusti, che pose fine alle ostilità tra l’Italia e l’Impero austro-ungarico, segnando la conclusione della Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano.

Una ricorrenza che richiama alla memoria il sacrificio di un’intera generazione di italiani, militari e civili, che vissero gli anni drammatici della Grande Guerra. Uomini provenienti da ogni regione del Paese, spesso giovanissimi, furono chiamati a combattere in condizioni estremamente difficili, affrontando sofferenze, privazioni e rischi enormi. Molti non fecero ritorno alle proprie famiglie; altri portarono per tutta la vita i segni fisici e morali di quell’esperienza.

Il 4 Novembre non è soltanto una ricorrenza storica. È soprattutto un momento di riflessione sul significato dell’Unità Nazionale, sul valore delle Istituzioni e sul ruolo delle Forze Armate al servizio della Repubblica. La memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per il Paese costituisce un patrimonio collettivo, che deve essere custodito e trasmesso alle nuove generazioni.

Il contributo delle Forze Armate

Le Forze Armate rappresentano uno degli strumenti fondamentali attraverso i quali lo Stato assicura la difesa della propria sovranità, la tutela delle istituzioni democratiche e la sicurezza dei cittadini.

Il loro compito, nel corso del tempo, si è evoluto profondamente. Accanto alla funzione tradizionale della difesa del territorio, si sono affermati nuovi impegni: la partecipazione alle missioni internazionali, il concorso alla sicurezza, gli interventi in occasione di calamità naturali e le attività di supporto alla popolazione.

In tutti questi ambiti, il personale militare continua a essere chiamato a operare con professionalità, disciplina, senso del dovere e spirito di servizio, spesso in contesti complessi e lontano dalle proprie famiglie.

Genio e Trasmissioni: competenza, innovazione e servizio

In questa giornata assume un significato particolare il ricordo di quanti hanno servito nelle specialità del Genio e delle Trasmissioni dell’Esercito.

Nel corso della storia, i reparti del Genio hanno contribuito in maniera determinante alla capacità operativa delle Forze Armate: realizzazione e ripristino di infrastrutture, costruzione di ponti, apertura di itinerari, superamento di ostacoli, bonifica di ordigni esplosivi e supporto alla mobilità delle unità. Un'attività che richiede preparazione tecnica, capacità di adattamento e, non di rado, l'assunzione di rischi considerevoli.

Analogamente, le Trasmissioni hanno accompagnato l'evoluzione dello strumento militare, garantendo i collegamenti e la circolazione delle informazioni, elementi indispensabili per il comando e il controllo delle operazioni. Dalle prime reti di comunicazione ai moderni sistemi digitali, la loro storia racconta un continuo percorso di innovazione tecnologica e di adeguamento alle esigenze operative.

Genio e Trasmissioni, pur nella diversità dei rispettivi compiti, condividono una caratteristica essenziale: mettere le proprie capacità tecniche e professionali al servizio degli altri reparti, contribuendo in modo spesso discreto, ma decisivo, al successo delle attività militari.

Custodire la memoria, trasmettere i valori

Per chi ha indossato l'uniforme, il 4 Novembre è anche un'occasione per ritrovare il significato di un'appartenenza che non si esaurisce con la conclusione del servizio attivo.

L'esperienza militare lascia un patrimonio di conoscenze, competenze, tradizioni e valori: il senso del dovere, la solidarietà, la disciplina, la lealtà, la responsabilità e la consapevolezza di far parte di una comunità.

È proprio in questa prospettiva che assume valore l'attività delle associazioni d'Arma. Conservare documenti, testimonianze e memorie, valorizzare la storia dei reparti, promuovere la conoscenza delle specialità e mantenere vivo il legame tra le generazioni significa contribuire alla trasmissione di un patrimonio che appartiene non soltanto a chi lo ha vissuto, ma all'intera collettività.

L'ANGET, nel proprio ambito storico, tecnico e culturale, rinnova in questa giornata il proprio impegno a custodire e divulgare le tradizioni delle Armi del Genio e delle Trasmissioni, ricordando il contributo di quanti ne hanno fatto parte e sostenendo la conoscenza del loro ruolo nella storia e nella realtà attuale dell'Esercito.

Un ricordo che guarda al futuro

Celebrare il 4 Novembre significa ricordare il passato senza fermarsi alla sua commemorazione. Significa riconoscere il valore del servizio, comprendere il prezzo della pace e riflettere sulle responsabilità che ogni generazione è chiamata ad assumersi nei confronti del proprio Paese.

Nel rendere omaggio ai Caduti di tutte le guerre e a tutti coloro che hanno servito e continuano a servire l'Italia, rivolgiamo un pensiero riconoscente anche alle loro famiglie, che condividono sacrifici e responsabilità spesso lontani dagli occhi della collettività.

La memoria non deve essere soltanto ricordo: deve diventare consapevolezza, cultura e impegno.

Nel giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, l'ANGET rinnova il proprio omaggio a tutti coloro che hanno servito l'Italia, con particolare riguardo ai Genieri e ai Trasmettitori, custodi di una tradizione fatta di competenza, coraggio e spirito di servizio.

Nel ricordo dei Caduti in Bosnia-Erzegovina

In questa giornata dedicata all'Unità Nazionale e alle Forze Armate, il nostro pensiero si rivolge con particolare commozione anche alle vittime del tragico incidente avvenuto il 29 ottobre scorso in Bosnia-Erzegovina, dove un elicottero CH-47 italiano, impegnato nella missione internazionale EUFOR Althea, è precipitato nella zona di Brčko.

Hanno perso la vita il sergente Simone Ruggia e il sergente Claudio Marchesi, dell'Esercito Italiano, insieme al tenente Franco Adriano Zecchillo e al sergente Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. Undici persone sono rimaste ferite.

Quattro vite spezzate mentre erano impegnate in un'attività di servizio, lontano dalla Patria, nell'ambito di una missione internazionale volta a contribuire alla pace e alla stabilità.

A loro va il nostro commosso e riconoscente ricordo. Alle famiglie, ai colleghi e a quanti li hanno conosciuti e stimati esprimiamo la nostra più sincera vicinanza. Ai feriti rivolgiamo l'augurio di una pronta e completa guarigione.

Il loro sacrificio si unisce alla memoria di tutti coloro che hanno servito l'Italia e non hanno fatto ritorno. Il loro ricordo rimarrà vivo nella comunità militare e in quanti riconoscono il valore del dovere, della solidarietà e del servizio alla Patria.

L'ANGET si inchina alla memoria dei Caduti.