Sicurezza sul luogo di lavoro

Premessa

Inizia con questo articolo una serie di appuntamenti dedicati alla sicurezza sul luogo di lavoro. L'argomento richiede grande attenzione e, sulla base dei dettami del decreto L.gvo n 81/2008, spesso suscita dei quesiti a fronte della necessità delle Forze Armate, e in particolare del Genio, di operare in emergenza.

Caso emblematico è la realizzazione di ponti provvisori logistici da realizzare in emergenza, in ambiente ristretto, dove non è possibile ricorrere all'ausilio di mezzi di sollevamento motorizzati.

Uno dei ponti da interruzione più utilizzati, benchè datato, è il ponte Bailey. Questo ponte è stato gittato in occasione di tutte le recenti calamità naturali (terremoti e alluvioni). Negli anni precedenti al 2008 il ponte veniva realizzato a mano, con opportune tecniche di trasporto e montaggio degli elementi costruttivi. Alcuni elementi del ponte sono di peso notevole e venivano trasportati da 6 o 8 persone, con appositi attrezzi, con un carico individuale di circa 50 Kg. Il decreto L.gvo n 81/2008 ha stabilito il peso massimo che una persona può trasportare: 25 Kg. Lo stesso decreto non menziona casi particolari in cui tale carico possa essere superato, per cui i reparti si sono trovati nel dubbio se continuare o meno l'addestramento con il materiale da ponte in questione e spesso i comandanti si sono assunti in proprio la responsabilità di realizzare, in emergenza, il ponte a mano.

Sembra chiara una carenza normativa. Il nodo cruciale per affrontare la problematica, probabilmente, è la esatta definizione di "emergenza", cioè il confine tra l'ordinario e la situazione che pone a rischio la salute degli individui e la sopravvivenza della comunità.

Abbiamo chiesto un'opinione in merito a un luminare in materia: l'arch. prof. Luciano Leoni che ci accompagnerà in questa serie di appuntamenti. La finalità è produrre un documento da portare all'attenzione delle autorità (militari e civili) competenti, per colmare la lacuna normativa.

 

L'arch. prof. Luciano Leoni, iscritto all'ANGET, ha collaborato con il Genio per alcuni anni al “Corso superiore lavori” (corso a livello universitario), quale Docente presso l’Università “La Sapienza”, per l’allora Scuola del Genio. E’ docente della “Sapienza” (Università di Roma) facoltà di architettura “Valle Giulia” e “Ludovico Quaroni”, docente dell'Università di "Roma Tre" facoltà di Ingegneria e docente dell’University Apeiron Banja Luka (BH); rappresenta una vera e propria " icona" a livello nazionale e internazionale, nella progettazione e gestione di grandi opere a diverso livello di complessità e sicurezza.

 

In merito alla problematica l'arch. Leoni si è così espresso:

Movimentazione dei carichi in emergenza

 

Mi è stato richiesto di esprimere una opinione in merito alle problematiche connesse ai rischi correlati alla movimentazione dei carichi in emergenza, con riferimento alle eventuali conseguenze dannose per la salute delle persone addette al sollevamento o spostamento dei carichi stessi.

Da premettere che il decreto L.gvo n 81/2008 prescrive dei limiti  massimi, vuoi per le donne che per gli uomini, concernenti il sollevamento massimo dei carichi: in particolare, in normali condizioni ergonomiche e lavorative, la tabella prevede un massimo di 25 Kg per gli uomini e  di 15  KG per le donne.

Questo è l’attuale aspetto normativo ma, come ben noto, essendo ogni essere umano diverso dall’altro (per prestanza, volontà, forza fisica ecc) nella realtà può accadere  che i detti limiti possano e debbano essere di fatto superati ogni qual volta  se ne presenti la necessità e ciò vale per entrambi i sessi.

Il problema che si pone, però, riguarda eventuali, e non certo rare, circostanze in cui si presenta una situazione di obiettiva emergenza e, conseguentemente, devesi valutare se sia ,o meno, possibile e giusto, superare i predetti limiti.

Ebbene, valutato ogni singolo caso, anche in ossequio alla logica del “buon padre di famiglia”, in presenza di una situazione di obiettiva emergenza, i lavoratori, adeguatamente e preventivamente informati, formati  ed addestrati ( previo accertamento medico scrupoloso dell'idoneità fisica che deve essere sana e robusta), possono superare i limiti di peso dei carichi da sollevare di cui si è detto.

È in considerazione del criterio della “emergenza” che ci può essere, nella pratica, il superamento dei limiti sussistendo evidentemente una causa di forza maggiore che impone di adeguarsi alla stessa per raggiungere un risultato positivo, nell’interesse della salvaguardia della persone e della salute delle stesse.

 É certamente auspicabile che il legislatore intervenga al più presto colmando il vuoto che di fatto riguarda la problematica di cui sopra (l’emergenza), intesa come esigenza per la tutela della collettività , atteso il ruolo preminente ed essenziale delle Forze Armate in ogni campo, nell’occasione di calamità naturali e non.

 

Arch. Prof. Luciano Leoni


Una fase di montaggio del ponte Bailey.



Collaudo di un ponte Bailey.



L'arch.prof. Luciano Leoni.



L'addestramento dei genieri a fronte del DL 81/2008. Riflessioni.

In principio c'era . . . un pò di "Amarcord, gli anni 80"

Sì, in principio c'era l' Arma del Genio, l' Arma Bivalente, in pace ed in operazione, ma sempre in emergenza.

Per la formazione dei quadri era stato distribuito dall'allora Ispettorato un bellissimo filmato, e  credo che ancora oggi sarebbe stato una "profonda ed esaustiva" informazione per tutti. Anche allora, gli ormai lontani anni '80, i nostri reparti dell' Arma del Genio (Reggimenti,Battaglioni e Compagnie autonome) erano sempre presenti nelle emergenze nazionali......e anche allora potevano dire con fierezza, come oggi "Noi ci siamo sempre".

La formazione che veniva effettuata presso l'allora Scuola del Genio, ci preparava ad ogni evenienza, sulla scorta delle esperienze passate (terremoto del Friuli e poi dell'Irpinia).....come ad esempio il poter montare un ponte Bailey(*) in spazi ridotti, come ad esempio a causa di una interruzione, a partire da una curva. La soluzione di cattedra per quella evenienza era, mediante l'utilizzo dei serbatoi per l'acqua in dotazione, da 1250 litri, di dimensioni (100x125xh100), il sapere utilizzare sufficienti contrappesi. Insomma ci si addestrava sempre al peggio, oggi come ieri possiamo dire con i termini dei nostri giorni, ci addestriamo alla realizzazione di opere complesse per le emergenze. Il decreto legislativo 81 del 2008, può limitare il nostro raggio d'azione, frenare le nostre capacità, come a tutta la Forza Armata, nata e votata per le emergenze? Senza se e senza ma, credo proprio di no. Non a caso il legislatore si sofferma con particolare insistenza sull' obbligo di formazione adeguata per il personale designato per le emergenze (art.43.c.3). Credo che con piccolissimi temperamenti, con qualche foto con maggior risoluzione di immagine, con qualche prescrizione (sicuramente di carattere sanitario e ...), attenendosi scrupolosamente alle nostre "inossidabili" e dettagliatissime pubblicazioni, focalizzando con illustrazioni gli aspetti relativi alla sicurezza del personale durante le fasi più delicate, come ad esempio il posizionamento dei pannelli e delle traverse ecc., come è nella nostra storia senza lasciar nulla al caso,  si continuerà ad addestrarsi per nuove sfide, per essere sempre pronti, (adeguatamente informati, formati ed addestrati) sempre nel cuore dell'azione e fino alla fine.

Quindi, con grande forza bisogna affidarsi agli elaborati grafici sintetici e sinottici (da sempre in uso nelle F.A), che rendono con facilità a tutti il percorso di sicurezza indicato nei progetti, nei procedimenti di impiego, nelle pubblicazioni.

(*) Analogo discorso può essere fatto, con opportuni temperamenti e prescrizioni, con il materiale da Ponte M.G.B., trattandosi di ponte tattico.
Gen. B. (aus) Luigi INFUSSI

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