Centenario del Monumento
ai Caduti dell'Arma del Genio
ai Caduti dell'Arma del Genio
20 novembre 1925
20 novembre 2025
20 novembre 2025
Il 20 novembre 2025 in piazza Maresciallo Giardino a Roma e presso l'Istituto Storico e di Cultura dell'Arma del Genio, sarà celebrato il 100° anniversario della realizzazione del Monumento.


Il Monumento è dedicato ai Caduti del Genio.
All'epoca, le specialità del Genio includevano:
- Minatori: la loro funzione principale era l'attacco e la difesa di fortificazioni, esperti nel collocare e disinnescare esplosivi;
- Pontieri, si occupavano di predisporre e costruire ponti e altri attraversamenti su interruzioni, fiumi e corsi d'acqua per permettere il passaggio di truppe, veicoli e munizioni;
- Lagunari: Impiegati nel supporto logistico e nella difesa del Basso Piave, inizialmente come parte del 4º Reggimento Genio (Pontieri), operanti per il trasporto delle truppe in ambiente acquatico;
- Zappatori: specializzati nella realizzazione di strade, scavo di trincee e gallerie per creare posizioni difensive o per minare le fortificazioni nemiche e provocarne il crollo;
- Ferrovieri: gestivano la rete ferroviaria per il trasporto di truppe e materiali, un'attività cruciale nella guerra di posizione;
- Radio-telegrafisti e Foto-telegrafisti: responsabili delle comunicazioni a lunga distanza, inclusi i collegamenti visivi e telegrafici con gli aeroplani;
- Pompieri: costituiti in sezioni, si occupavano di spegnimento degli incendi ed eseguire salvataggi di militari feriti sotto le macerie, spesso tra lo scoppio dei proiettili incendiari e sotto il tiro continuo dell’artiglieria nemica;
- Flammieri: specializzati nell'utilizzo dei lanciafiamme per attacchi specifici contro postazioni nemiche;
- Fotoelettricisti: lavoravano con sistemi di illuminazione e, in alcuni casi, con segnali luminosi;
- Aerostieri: si occupavano di attività legate ai palloni aerostatici per l'osservazione e la ricognizione;
- Idrici: gestivano e controllavano le risorse idriche e le infrastrutture legate all'acqua;
- Lanciagas: specializzati nell'uso di gas asfissianti, una delle armi chimiche utilizzate durante la guerra;
- Teleferisti: si occupavano di installare e gestire le teleferiche, essenziali per il trasporto di materiali in zone difficili;
- Motoristi: addetti alla conduzione e manutenzione di veicoli e attrezzature;
- Guardie-colombaia: addetti alla gestione delle colombaie fisse e mobili e all'invio di colombigrammi mediante piccioni viaggiatori.
IL RESTAURO
Nella seconda metà del secolo scorso, dopo il suo trasferimento in piazza Maresciallo Giardino, privato della diretta tutela militare, il Monumento entrò in una fase di oblio durante la quale l'opera fu esposta all'incuria, al degrado causato dagli agenti atmosferici e ad atti di vandalismo.
Negli anni 2000, i Vertici ANGET hanno assunto l'iniziativa, tesa alla rinascita del Monumento, che ha condotto nel 2009 ad una segnalazione dell'Ispettorato delle Infrastrutture dell'Esercito al Sindaco di Roma. Dopo un lungo iter seguito dall'ANGET, dall'ISCAG e da Vertici militari, finalmente l'opera è stata inserita nel programma di tutela dei monumenti commemorativi della Grande Guerra, promosso e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Questo passo ha innescato una virtuosa collaborazione istituzionale che ha visto la stipula di un accordo con il Ministero dei Beni Culturali per il recupero del Monumento. I lavori di restauro, diretti dalla Soprintendenza di Roma, si sono conclusi il 15 febbraio 2022. L'intervento ha permesso di ripulire le superfici lapidee e bronzee, annerite da decenni di smog e intemperie, restituendo al Monumento la sua leggibilità e dignità originali, come testimoniato dal progetto commemorativo per il centenario.
Per il contributo fornito e l’opera appassionata nel tempo è doveroso ricordare e ringraziare il Generale Mario Tirelli, primo Presidente Nazionale ANGET del “nuovo corso”, gli indimenticabili Generali di C.A. Gianfranco Baldini, Raniero Ranieri e Luigi Campagna, l’architetto Angelo Mannino, il Gen.B. Sergio Damiani, per l’ultra decennale apporto i Generali di C.A. Roberto Scaranari, Maurizio Cicolin, Carlo Mittoni, Marios Lombardo, Mario Ruggiero e, infine, per il decennale contributo il Gen. B. Giulio Milone.
L'ANGET
L'ANGET è una Associazione d'Arma e di volontariato, aperta a tutti coloro che hanno prestato, o prestano, servizio in reparti ed organismi del Genio e delle Trasmissioni ed a coloro che, persone o collettività, ritengono di identificarsi nei suoi valori ideali ed intendono concorrere al conseguimento delle sue finalità.
L’Associazione nacque all’indomani della Prima Guerra Mondiale, con la denominazione Associazione Nazionale dell’Arma del Genio (ANAG); ha personalità giuridica, è apolitica e apartitica, è senza fini di lucro ed ha lo scopo di mantenere vivo il senso di solidarietà tra i militari in congedo e quelli in servizio, nel culto dell'ideale della Patria e nella esaltazione dei valori e delle tradizioni del Genio e delle Trasmissioni, un tempo unite in una sola Arma dell'Esercito.
La struttura organizzativa dell'ANGET
L’ANGET si articola in Presidenza Nazionale, Delegazioni Regionali, Sezioni distribuite su tutto il territorio nazionale. All'interno di tale struttura esistono inoltre Gruppi di Specialità d'Arma, che hanno lo scopo di mantenere vivi i vincoli e le tradizioni connesse all'appartenenza ad una specialità, o ad un determinato reparto, o ente, del Genio o delle Trasmissioni; quelli attualmente esistenti a livello nazionale sono: Guastatori, Pontieri, Ferrovieri, Genieri e Trasmettitori Alpini.