Il Monumento ai Caduti dell'Arma del Genio

 

Documento di costituzione del Comitato d'Onore per le Onoranze ai Caduti del Genio, datato 14 ottobre 1925.

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Programma delle manifestazioni in occasione dell'inaugurazione del Monumento, riferita ai giorni 19, 20, 21 e 22 novembre 1925.

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Roma - Festa di Santa Barbara 1929

Deposizione di una corona di alloro sull'Ara dei Caduti dell'Arma del Genio.

Descrizione delle sequenze:
Roma - festa di Santa Barbara; una grande folla circonda l'Ara dei caduti che si trova davanti a castel sant'Angelo; le Autorità civili e militari sfilano dinanzi all'ara preceduti da tre bandiere tricolori; una grande corona di alloro viene deposta sul monumento alla presenza di un generale dell'Arma del Genio; il drappello militare sull'attenti rende onore ai Caduti; la corona con il nastro tricolore, una fiamma e due asce; militari e civili sfilano di nuovo dinanzi all'Ara prima di lasciare la cerimonia.

Documento senza sonoro (38:03 sec.).

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Archivio Storico Luce
Giornale Luce A0482 del 12/1929.
http://www.archivioluce.com

 

 

Il Monumento ai Caduti dell'Arma del Genio

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Il Monumento ai Caduti dell'Arma del Genio venne realizzato su iniziativa del Generale Mariano Borgatti, primo Presidente Nazionale del nostro Sodalizio, coadiuvato dal Colonnello Lorenzo Penna e del Professor Ugo Ojetti, Maggiore del Genio.
Al termine della campagna di propaganda per la raccolta delle oblazioni necessarie a finanziare il monumento, venne incaricato della sua realizzazione il noto e affermato scultore Eugenio Maccagnani (Lecce 4 aprile 1852-Roma 19 marzo 1930), che già aveva scolpito per il Vittoriano i trofei d'angolo, le basi per le colonne trionfali davanti ai propilei (piccoli porticati), la statua della Filosofia e le quattordici statue delle città nobili italiane (Torino, Venezia, Palermo, Mantova, Urbino, Napoli, Genova, Milano, Bologna, Ravenna, Pisa, Amalfi, Ferrara e Firenze).
Eretto sul lato ovest della cinta muraria di Castel Sant'Angelo, come porta di accesso ai giardini del Mausoleo di Adriano, fu inaugurato solennemente il 20 novembre 1925.
Il Generale Borgatti così lo descrisse al momento della sua inaugurazione: "E' costituito da un esedra fra i due cancelli d'accesso al Museo; nel mezzo dell'esedra s'erge, sopra al basamento colonnato, il simbolo del Genio, con concezione indovinata ed opportuna.

 

 

Un giovane e robusto Efebo (nel mondo classico, adolescente, giovinetto, adolescente di una bellezza delicata, quasi femminile), nudo come un eroe classico, col corpo ravvolto da una pelle di leone, simbolo della forza, porta alzato sul capo, col braccio sinistro, un ramo d'alloro, la vittoria, ed uno scudo, la difesa; ha nella mano destra una spada, l'azione, ed ai piedi strumenti e graticci da trincea, il lavoro.

 

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Nell'azione, dunque, nel lavoro e nella difesa di se e dei suoi commilitoni, s'integra l'opera del Genio, che condusse l'Italia, per virtù di popolo e per eroismo d'Esercito, del quale il Genio è tanta parte alla Vittoria. Sul davanti del basamento colonnato è riportata la motivazione della concezione della Medaglia d'Oro all'Arma del Genio dopo la Guerra Mondiale; e poco sotto un'ara fumante manda col profumo dell'incenso verso l'Efebo simbolico il saluto di tante anime che dell'Arma fecero Altare di Culto.

 

L'ara

 


 

Lateralmente alla base-colonnato si svolgono due grandi altorilievi di bronzo nei quali l'illustre artista ha ritratto molte delle azioni del Genio in guerra dovute alle singole specialità: zappatori, minatori, ferrovieri, elettricisti con proiettori, aerostieri. Sotto scorre una scritta che dice: "Valore e Genio consacrarono le vostre vite alla morte o morti diventati per l'Italia vita di Gloria." dettata dal Professor Carlo Mascaretti (meglio noto con lo pseudonimo anagrammato di Americo Scarlatti e anche con quello di Neo Ginesio - Pianello Val Tidone (PC) 27 gennaio 1855- Roma 22 maggio 1928 , bibliotecario, scrittore e giornalista); e sotto ancora, sono appese sei corone di lauro in bronzo con nastri aurati.

 

Altorilievo di sinistra

 

Altorilievo di sinistra

 

Sul rovescio del Monumento, che guarda il giardino del Museo al quale si accede per una larga e doppia scalea, é apposta una bella targa berniniana di bronzo, che in poche parole e cifre presenta la vita secolare dell'Arma del Genio".


Targa

 

Il 20 marzo 1937, nel quadro delle operazioni di trasferimento dell'I.S.C.A.G. da Castel Sant'Angelo nell’attuale sede, in Lungotevere della Vittoria, contemporaneamente "alla posa della prima pietra" della nuova infrastruttura, il monumento dopo essere stato smontato e temporaneamente custodito presso la batteria Tevere, fu ricollocato nell’attuale sito, in piazza Maresciallo Giardino, e riconsacrato dal Vescovo Castrense.

 

 

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